Attenzione! Vi apprestate a leggere un testo che contiene delle espressioni un po' colorite, a sfondo sessuale. Questa storia è ispirata ai personaggi di Haou Airen.

 

 

Kurumi dallo psichiatrologo.

Come far di una Beota una Donna.


 

 

    Tanto tanto tempo fa, ad una “Cenerentola” mafiosa si fece notare di essere irrimediabilmente Beota e il suo ragazzo, Don Hakuron, stanco di non poter far altro che stuprarsela, incapace di mantenere una conversazione decente con ‘sta deficiente, decise di mandarla dallo psichiatrologo – indeciso tra chi fosse meglio tra uno psichiatra e uno psicologo.

    Benché restia, alla povera Beota, non restò altro che accettare, considerato che il culo iniziava a bruciare troppo.

 

 

Puntata 01

 

Come iniziò la rovina dello Psichiatrologo a causa di una Kurumicredo e di un cazzo ambulante mafioso.

 

 

 

 

    Psichiatrologo: Signorina?

    Kurumi: Dice a me?

    Psichiatrologo: No, al cactus alle sue spalle, l’ho chiamata Astolfa.

    Essendo Beota una persona cortese e gentile, si gira verso la pianta grassa e le porge una mano in un cordiale gesto di saluto.

    Kurumi: Ahia… Non è socievole.

    Mette il broncio.

    Psichiatrologo: Sto ancora cercando di addomesticarla… Purtroppo continua ad aggredire le idiote, chissà perché… E lei, invece, signorina Beot… Signorina… Come si chiama?

    Kurumi: Kurumi credo.

    Psichiatrologo: Come mai è qui, signorina Kurumicredo?

    Kurumi: Ho il sedere in fiamme!

    Psichiatrologo: Ah, bene… E che cazzo c’entra?

    Kurumi si alza e si piega ad angolo retto.

    Kurumi: Secondo lei?

    Psichiatrologo: Mh… Magari se caccia gli indumenti e provassi a dare un’occhiata, potrei affermarlo con più sicurezza.

    Kurumi: Affermare cosa?

    Per ignote ragioni lo Psichiatrologo sente scemare i propri istinti sessuali, mentre una vocina gli ripete in continuazione “Questa è Beota, questa è Beota!”…

    Psichiatrologo: Appunto, appunto…

    Kurumi: Come?

    Psichiatrologo: Nulla, si sdrai sul lettino, prego.

    Kurumi: Mai, il mio corpo è solo di Don Hakuron.

    Lo Psichiatrologo deglutisce cercando ti trattenere una strana sete di sangue.

    Psichiatrologo: Si sdrai sul lettino, a gambe chiuse se proprio preferisce, e risponda solo se le faccio delle domande.

    Kurumi: Ah, a gambe chiuse? Quindi non vuole saltarmi addosso?

    Vocina nel cervello: Ma le avevo fatto una domanda?

    Psichiatrologo: Per adesso eviteremo… Dunque, a parte perché ha il culo che brucia, che ci fa qui?

    Kurumi ha uno sguardo completamente assente, di chi probabilmente non ha capito una mezza parola di quanto le è stato detto.

    Psichiatrologo: Tutto chiaro. Beh… Partiamo dall’inizio, perché ha il culo in fiamme?

    Kurumi: Don Hakuron me lo chiava dalla mattina alla sera.

    Psichiatrologo: …Avete mai provato a conversare un po’?

    Kurumi ha uno sguardo completamente assente, di chi probabilmente non ha capito una mezza parola di quanto le è stato detto.

    Psichiatrologo: Voglio dire, avete mai provato ad usare la bocca?

    Per cercare di rendere più esplicito il concetto, lo Psichiatrologo imita con una mano una papera che fa bla bla bla.

    Kurumi: Certo, vedesse che bocchini gli faccio! Di quelli non si lamenta mai! Come la uso io la lingua per certe cose, non la usa nessuno.

    Vocina nel cervello: E’ per tutte le altre che gliela amputerei volentieri…

    Psichiatrologo: Capisco. E quando siete insieme, usa la bocca anche per… che ne so, emettere parole, suoni?

    Kurumi: Ovvio, urlo sempre come una scrofa. Lui dice che lo ingrippa.

    Lo Psichiatrologo si porta una mano alla fronte massaggiandosi le tempie, pensando che quell’ora sarà molto lunga. Fortuna che le frega un botto di soldi per ogni seduta, o l’avrebbe già mandata a fanculo.

    Afferra dunque una penna messa sulla propria scrivania, ed inizia ad annotare qualcosa sulla propria cartellina.

    Psichiatrologo: Bene, Kurumicredo, inizi a parlarmi della sua vita.

    Kurumi: Le piacerebbe conoscere la mia infanzia?

    Psichiatrologo: In realtà non me ne fotte una beata minchia, ma se proprio ci tiene…

    Kurumi: Dunque, tutto iniziò quando fuggii da mio padre che mi voleva picchiare per una voglia sul viso e mia madre si sacrificò per me…

    Lo Psichiatrologo la osserva bene in faccia e di voglie non ne vede.

    Psichiatrologo: Ma davvero?

    Kurumi sembra pensare alquanto sulla storia che ha appena raccontato.

    Kurumi: Ah, no, quella è la storia di Hakuron.

    Vocina del cervello: Beota…

    Lo Psichiatrologo comincia a tracciare delle linee sul foglio, probabilmente il profilo psichico della ragazza.

    Kurumi: Ah, ecco, ora ricordo. Io nacqui un lontano giorno di diciassette anni fa…

    Psichiatrologo: E questo c’entra con il suo culo?

    Kurumi: No, ma credevo potesse esser utile.

    Psichiatrologo: Vada direttamente alla parte interessante.

    Kurumi: Qualche anno fa, mio padre è morto e mi sono ritrovata a mantenere da sola i miei due fratellini e mia madre malata.

    Sul volto dello Psichiatrologo apparve un sorriso semifelice: dunque non era venuta lì solo a fargli perdere tempo e pazienza. Le fece un gesto accomodante con la mano.

    Psichiatrologo: Prego continui.

    Kurumi: E io ho iniziato a lavorare per mantenere la famiglia. Ma non è questo il punto.

    Vocina nel cervello: E ti pareva…

    Lo Psichiatrologo continua a segnare sulla sua cartella, sotto lo sguardo insicuro della povera Beota, che si domanda cosa mai stia facendo, specie poiché le sembra stia scarabocchiando una serie di croci e cerchietti.

    Vocina del cervello: In basso a destra.

    Lo Psichiatrologo segna la croce in basso a sinistra nella scacchiera del tris.

    Vocina del cervello: Ehi, non barare! Il Fatto che non abbia le mani non ti autorizza ad approfittarne!

    Psichiatrologo: Lo dici tu…

    Kurumi: Prego?

    Psichiatrologo: Cioè… Lo dici tu che non importa, ma ritengo essenziale continuare.

    Sorride, mentre segnando l’ultimo cerchietto traccia una linea trasversale.

    Psichiatrologo: Ti ho fottuta bastarda…

    Kurumi: Davvero? Non ho sentito niente… Ma chi è Superman? Don Hakuron è molto più bravo di lei… Riesce a chiavarmi tre giorni di file e non prende neanche il viagra!

    Psichiatrologo: Ho capito che lei se la fa con un cazzo ambulante mafioso, ma le assicuro che non potrebbe fregarmene di meno. Se vuole proseguire il suo racconto…

    Kurumi: Ecco, una sera stavo uscendo dal mio negozietto in cui lavoro in nero neanche fossi extracomunitaria, dopo che mi avevano fatto la carità, quando d’un tratto incontro per strada un piccolo cuccioletto ferito, abbandonato ed innocente.

    Psichiatrologo: Un cane?

    Kurumi: No, un pezzo di strafico da urlo.

    Psichiatrologo: Il cazzo ambulante mafioso?

    Kurumi: Don Hakuron!

    Psichiatrologo: Chiamiamolo anche così. Che ha fatto poi?

    Kurumi: Beh, era ferito, in giro si sentivano colpi di pistola, io sospettavo fosse un delinquente…

    Psichiatrologo: E si è messa ad urlare?

    Kurumi: No, l’ho portato a casa mia sperando mi trombasse fino all’alba.

    Psichiatrologo: Cioè, lei incontra un malvivente ferito e che è inseguito da delinquenti che vogliono ammazzarlo e se lo porta a casa sperando che le salti addosso.

    Kurumi: Mi sembra ovvio!

    Lo Psichiatrologo inizia a giocare ad impiccato con la Vocina del cervello.

    Vocina del cervello: A di Ancona.

    L’uomo segna una A all’inizio della parola e alla fine.

    Vocina del cervello: E di Empoli.

    Psichiatrologo: Fottiti!

    E disegna la testa al povero impiccato.

    Kurumi: Vorrà mica che mi faccia da sola?

    Psichiatrologo: Se al contempo sta anche zitta, immagino non sia un brutto spettacolo. Ma forse è meglio che proceda il suo racconto di come si è fatta il malvivente che ha portato a casa sua.

    Kurumi: Ma non ci sono andata a letto quella volta. Mi è scappato di mano.

    Psichiatrologo: Cioè, lei si è portato il delinquente a casa, ha provato a farselo e quello dopo tre minuti che ha attaccato a parlare si è dato alla fuga?

    Vocina del cervello: E beato lui…

    Kurumi: No!

    Psichiatrologo: E allora si può sapere che diavolo è successo?

    Kurumi: Ecco, mi ha placcata e dopo avermi baciata, ha minacciato di scoparmi in mezzo alla strada se mi mettevo a gridare. Allora l’ho portato a casa mia, lui si è fatto una doccia ed è uscito dal bagno tutto nudo. Quindi io avevo tanta voglia di saltargli addosso, ma lui mi ha costretto ad ingerire prima una sorta di droga e poi è scappato.

    Vocina del cervello: Furbo l’amico… Comunque Astolfa!

    Psichiatrologo: Ehi, come hai fatto?

    Lo Psichiatrologo segna ogni lettera del nome sui trattini tracciati.

    Vocina del cervello: Sono il tuo cervello idiota.

    Psichiatrologo: Ehi, non scambiarmi per lei!

    Kurumi: Come?

    Psichiatrologo: Ehm… Niente, dunque… Capisco…

    Tono greve.

    Psichiatrologo: Dunque lei era molto frustrata.

    Kurumi: Può giocarci le palle!

    Toccatina scaramantica.

    Psichiatrologo: Ma lei il giorno dopo l’ha denunciato?

    Kurumi: Sticazzi! Il giorno dopo appunto degli uomini mi hanno rapita e mi hanno portata in un aereo per Hong Kong dove appunto ho rivisto Don Hakuron.

    Psichiatrologo: Ha almeno tentato di scappare?!

    Kurumi: Scherza?! Mi hanno bendata e mi aspettavo il giochino sadomaso… Che delusione…

    Psichiatrologo: No, non voglio saperlo! Me lo racconterà la prossima volta. Per ora… Sono 750 euro, grazie.

    E sentendo l’anima più pesante e il portafogli più leggero, Kurumi lascia lo studio di uno Psichiatrologo che bacia il pavimento per il proprio spirito di sopravvivenza.

 

 

 

 

 

Missione… Fallita!

 

 

A cura di §Yuki§ e *Hachi*.